La riconversione dell’impianto biogas da 999 kWe trasforma un sistema di produzione elettrica esistente in un moderno impianto per la generazione di 500 Smc/h di biometano destinato all’immissione nella rete nazionale del gas naturale. Un intervento che recupera infrastrutture già presenti sul territorio, riducendo l’impatto territoriale e massimizzando l’efficienza secondo i criteri del DM Biometano 2022 e delle Regole Applicative del GSE.
L’impianto è alimentato da biomasse agricole, reflui zootecnici e sottoprodotti agroindustriali di filiera locale, con tracciabilità ed equilibrio di massa garantiti dalla UNI 11567. Il processo di digestione anaerobica avviene in nuove vasche di fermentazione e stoccaggio del digestato, affiancate da trincee per biomasse e digestato solido che ottimizzano logistica e flussi. Il biogas viene purificato da una catena tecnologica avanzata — desolforatore, compressore, upgrading a membrane, cogeneratore da 635 kWe, torcia e cabina REMI — per ottenere biometano di qualità conforme agli standard SNAM. I sistemi di sicurezza e controllo emissioni, conformi al D.Lgs. 152/2006, completano un impianto progettato per l’integrazione paesaggistica, con gestione delle acque nel rispetto dell’invarianza idraulica.
Il digestato viene valorizzato in agricoltura come fertilizzante naturale secondo il DM 5046/2016 e il Programma d’Azione Nitrati della Regione Lombardia: nessuno scarto, ma sottoprodotti agricoli interamente valorizzati. Un progetto conforme alle più recenti normative nazionali e regionali in materia di FER, che traduce la gestione circolare delle risorse in energia rinnovabile e sostenibile in linea con gli obiettivi PNRR.